Villaggio Cultura - Pentatonic. Incontro con l'autore. Domenica 4 febbraio 2018

domenica 3 febbraio 2019

A un bambino



Colpa e pena essere piccoli
Non avere luogo
In cui scansare il gelo
Voltare dalle deflagrazioni
Rosse e peste tra palpebre
E fronte
Schiena concava
Sentirsi morire in angoscia
Bambini senza abbracci


mercoledì 2 gennaio 2019

Nel silenzio notturno




Nel silenzio notturno
dissolvo sul tuo petto
la memoria del giorno.
Di tutto mi perdono
nel quieto affidarsi delle mani.



Lago di Bolsena. Foto mia







 

sabato 22 dicembre 2018

Impronte


L’acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore da un’impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.


Emily Dickinson




Una delle poche, pochissime poesie, recitate dai miei alunni quest’anno insieme a “Notte Santa” di Guido Gozzano e “Preghiera a Gesù Bambino” di Umberto Saba. Poesie recitate in coralità e in continuità di voci perché appartengono a tutti, perché dentro ci siamo tutti.

Le parole che seguono vengono dalla presentazione che ho scritto per le loro famiglie, perché la loro presenza fosse accoglienza delle voci.

Voce dopo voce per accostarci alla bellezza di ciò che ci circonda, al filo che lega ogni cosa e ogni essere all’altro, alla comune esperienza di sete e spaesamento - parola pronunciata più volte dai bambini nei giorni di preparazione a questo lavoro a sottolineare l’emergere cosciente e stupito di nuove sensazioni che aprono il loro cuore e li fanno crescere. Voci che sono impronta di memoria, ricordo che ci rende presente l’amore ricevuto e che ci invita ad essere impronta d’amore per gli altri.
Voce dopo voce, come passo dopo passo, si svolge il viaggio di Maria e Giuseppe in cerca di un luogo che li accolga nell’imminenza della nascita del figlio. Possiamo immaginare i segni delle loro impronte nelle strade di  città, presepi presenti e rinnovati, mentre un campanile segna le ore che trascorrono nella vana ricerca di accoglienza
Ascolterete parole ed espressioni che suonano tipicamente cristiane, soprattutto nella poesia “Preghiera a Gesù Bambino” di Umberto Saba. Vogliamo pensarle come una offerta di pace: Saba stesso non era cristiano benché fosse profondamente affascinato dalla figura di Gesù.
Con tutte le voci, degli autori e nostre intendiamo offrirvi la poesia del Natale come nuovo inizio, nuova nascita d’amore, accoglienza e carità. Poesia, quindi, come luogo di incontro, voce da abitare, impronta che ci segna e ci insegna.