Villaggio Cultura - Pentatonic. Incontro con l'autore. Domenica 4 febbraio 2018

mercoledì 18 luglio 2018

Purificazione


Il  verso è una nave affondata
sopra s’accostano in crudele bellezza
i rami amaranto dei  coralli
il graffio offerto dal dio paziente
che fonde sangue e sale
e brucia le ferite di marea.


Franz Marc, Piccola composizione III, 1914




martedì 10 luglio 2018

Cicale


Come un avvicendarsi di declivi assolati
scollina e risale il canto, frenetico
estenuato frinire di corpi che       
assorda dai rami dei pini.
E una morte non vista
inscritta nel comune
improvviso tacere
negata nell’attacco corale
nell’ardore che sovrasta l’ora panica.


Vincent van Gogh, Campo di grano con cipressi 






sabato 7 luglio 2018

Sponde mediterranee e Canti

Sono qui con Giovanni Asmundo che ha coniugato le sue immagini di luce, pietra e mare ad alcune delle mie poesie edite in Tutto e ogni singola cosa, Edilet 2017, con prefazione di Anna Maria Curci e postfazione di Marco Onofrio.

L'articolo, Sponde mediterranee e Canti ,è apparso lo scorso 28 giugno su Un posto di vacanza  , sito di Alba Gnazi e Patrizia Sardisco.
Qui ne riprendo alcune parti dedicando questi "canti dalle sponde" (cito un po' liberamente dalla prefazione di Anna Maria Curci)  a un Mediterraneo di accoglienza e alla costruzione della pace.

A tutte le persone citate vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

 

Metafore di pietra

Genero metafore di pietra,
roccaforti a spigolo vivo, oltre
strati di parole che trapassano
come lame taglienti i miei pensieri –
residui di avidità – prigionieri
di una cupa estranea accidia.

Abito nella mia torre d’avorio,
fortezza eletta al mio sentire,
solitudine arroccata dove lascio
aditi dischiusi ad intuire
destini di umanità contrassegnati
da composti tormenti di passioni.


 Rethymno, 2018

  

Il tempo della poesia

La poesia costruisce monumenti
con briciole di pane,
cammina su tele argentee di ragno.
In un tempo senza ore, né giorni
tesse trame di seta…
E annoda dolori
che l’hanno scalfita,
più spesso ferita,
o anche dilaniata.
____________
In un tempo sospeso sull’essere
la poesia accorda il suo suono.



Rethymno, 2018



Nausicaa

Se approdi naufrago alla mia riva
avrai di certo vesti
e unguenti
per toglierti il sale
disseterò l’arsura
dei giorni abbacinati
stretti alla catena
delle notti insonni
e ti toglierò dai lobi
il fragore delle onde in corsa
la corsa dei venti battenti sulla prora.
Rinnegherai il tuo vagabondare
e sarai il mio dolore d’abbandono.
Se approdi naufrago alla mia riva.


 Castel di Tusa, 2016






Distacco

Cosa sto cercando,
così, ancorata al distacco?
Guardo, oltre la balaustra,
l’orizzonte che si compie da solo
nell’umida sera recando echi di schiume
lontane, veli di pensieri che si levano
ed annebbiano le parole che lente,
incuranti, rispondono:
“Va bene, fermiamoci qui.”
Ci sediamo, ma abito l’assenza.


 Procida, 2016





Risoluzione del dolore

Vorrei che mi avvolgessero suoni in erre-emme
cantati in un immemore fluire
che ci riconosce nei vuoti impercettibili
nel buio tra gli archetipi.


 Venezia Mestre, 2011


 Canti del disapparire


Non ho voce
se non ascolti
e taci.
———Bianche di spuma
———le onde si rifrangono
E io in evaporare dispersa
mi trattengo
———Canto del disapparire.

Non ho volto
se il sembiante dissolto
cancelli.
———Gonfi d’acqua e pianto
———corpi in emersione
E io spuma di mare le membra
lambisco
———Sudario di speranze.

Non c’è requie
se le grida tra i flutti
non senti.
———Da deserti roventi
———esili di arsure
Il nostro fatale errare in acque
trasmigrato
———Canti del disapparire.


 Tunisi, 2015


Tutte le foto sono di Giovanni Luca Asmundo, a lui il mio grazie per aver ampliato e approfondito con la sua visione la lettura delle mie poesie, per aver segnato in loro altre tracce di umanità