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Cristina Polli

19 luglio 2017

lunedì 5 gennaio 2015

Giorni di gennaio


Giorni di gennaio gelo d’anima
Contare dipartite e ricordare
Il freddo la nebbia la tua febbre
L’attesa
L’incuria dei becchini
Il saluto preteso
Alla  sposa tradita
Alla donna disfatta
Alla bambina che chiedeva vendetta
Che aveva venduto
Il suo sangue alla terra
Illusa di avere colori e pietà 
L’offerta di un volo
Perché così com’eri
Figlia mai cresciuta
Crudele e generosa
Mi accordasti ali.



William Wetmore Story - Angel of Grief




Eric Satie -Gymnopedie and other Piano Works 






2 commenti:

  1. non so quale dolore immenso ti abbia fatto scrivere questi versi così drammaticamente belli.
    forse lo immagino.
    e ti abbraccio <3

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  2. Queste tue parole, Cristina, mi fanno riflettere… Questo dolore è stato particolarmente intenso perché era collegato ad altre sofferenze che non erano solo mie, potrei dire che si è creata una sorta di complessa architettura di dolori. Il percorso di vita di questa donna è stato impervio, segnato da un’infanzia infelice, comportamenti insensati, mancanza di punti di riferimento e brutti incontri. Lei stessa ha reso veramente difficile la vita a chi la amava o l’ha accompagnata per dei tratti. Situazione tragiche e drammatiche in cui lei mostrava una capacità inconsueta di recitare in vari ruoli passando da quello di vittima a quello di carnefice o di manipolatore e vampiro delle risorse altrui, fisiche e psicologiche. Era una persona fuori dal comune, che non voleva rientrare negli schemi, una che ha cercato con tutti i mezzi che aveva di trovare riconoscimento del suo valore nello sguardo degli altri. Forse voleva solo che qualcuno riuscisse a trascendere il giudizio e la amasse in modo incondizionato. Starle accanto e condividere il dolore e le preoccupazioni di suo fratello negli ultimi mesi della sua vita non è stato semplice, ma è stato un privilegio: era una donna capace di metterti l’anima a nudo con uno sguardo. Non mi viene in mente altra parola per definire questa esperienza che catarsi. E chiudo qui un intrico di sentimenti, stavolta ringraziandoti con tutto il cuore della tua preziosa vicinanza.

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