So che tu canti, madre,
oltre la polvere
che nella grafia minuta
detti il ritmo
come cammino nelle strade impervie.
Orchestri il caos
lo spazio della stanza
le intersezioni dei gesti
e degli eventi
tieni alla porta il vuoto
irreversibile
l’ordine usuale degli oggetti.
Da te mi viene una cura più vera.


