C’è sempre una quarta dimensione, è quella che si guadagna cambiando punto di vista, disponendosi all’ascolto, al dialogo, de-centrandosi e accettando l’avventura della de-stabilizzazione. Accedervi significa valicare frontiere e attraversare nuovi territori con mente, cuore ed esperienza. In questo blog si parla di poesia, letteratura, filosofia, arte: tutte le forme in cui l’essere umano esprime la capacità di simboleggiare l’esperienza, crearla e darle ulteriori significati.
giovedì 14 settembre 2017
Giorgio Galli legge "Tutto e ogni singola cosa"
Toni idilliaci dissimulano una pulsazione incalzante. Così si presenta la poesia di Cristina Polli, profondamente femminile per la vitale essenzialità, la contemplativa drammaticità dei momenti più intensi. Robert Schumann scrisse che la musica di Chopin somigliava a “cannoni nascosti tra i fiori”. Potremmo dire lo stesso di questa poesia, ma l’immagine dei cannoni si rivelerebbe fuorviante: qui la forza non è mai muscolare, è forza senza afflato di potenza. Cristina ci schiude una vita segreta, separata in apparenza dal “reale”, custodita come una perla rara che può uscire solo così, timidamente, con forza. Non è una poesia confessionale: è la mappa di una difficile geografia interiore, di un mondo custodito e difeso e non esposto, un mondo che non può vivere nel mondo esterno, anche se sente e vive il mondo esterno. Ovunque un senso di assenza, di attesa, un’angoscia trattenuta e immobilizzata in istanti-simbolo come nella pittura metafisica. Tutto è rarefatto, le parole sono posa raccolta sul fondo, piccole pause nel silenzio. La musica di questi versi non va cercata nel suono, ma nei silenzi a cui il suono è sottratto. E’ l’autrice stessa a dirci, al principio della raccolta, che la sua sensibilità consta di “composti tormenti di passioni”.
“Genero metafore di pietra,
roccaforti a spigolo vivo, oltre
strali di parole che trapassano
come lame taglienti i miei pensieri –
residui di avidità – prigionieri
di una cupa estranea accidia.”
Il sentimento si compone in figure archetipiche. Una delle quali è la lontananza:
...
per continuare : Tutto e ogni singola cosa
lunedì 11 settembre 2017
Come di carta azzurra
Come di carta azzurra appare il
monte
sotto le nubi nere a mezzo cielo
contorni tagliati per un collage
che dispone memoria e lontananza.
Torna presente il lago d’autunno
superficie di nebbia che disperde
ogni inquietudine ogni domanda
ogni inutile sforzo della mente.
Sotto il cielo mutano le forme
il pensiero è sponda dello sguardo.
Caspar David Friedrich - Der Mönch am Meer, 1808
domenica 10 settembre 2017
Haiku
Bianchi di luce
nel grigio dei rovesci
i tronchi dei pini.
Hiroshige Utagawa, da 100 vedute di Edo
lunedì 4 settembre 2017
Tenendoci per mano
Riprendiamo il cammino
tenendoci per mano
non perché sia dato il cammino
ma per essere eternamente dove
l’angolo di luce, o l’incresparsi
inatteso del labbro
ci chiama a voltarci.
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