La vecchia zingara siede alla panchina
la mano accorta poggiata sul carrello
si perde in una nenia la sua voce
C’è sempre una quarta dimensione, è quella che si guadagna cambiando punto di vista, disponendosi all’ascolto, al dialogo, de-centrandosi e accettando l’avventura della de-stabilizzazione. Accedervi significa valicare frontiere e attraversare nuovi territori con mente, cuore ed esperienza. In questo blog si parla di poesia, letteratura, filosofia, arte: tutte le forme in cui l’essere umano esprime la capacità di simboleggiare l’esperienza, crearla e darle ulteriori significati.
La vecchia zingara siede alla panchina
la mano accorta poggiata sul carrello
si perde in una nenia la sua voce
Se silenzioso fiorisce il ciliegio
bianco abbaglio nel cielo perlaceo
e l'azzurro cristallo di pervinca
risana l'aria avvolta
nell'umido riserbo dell'inverno,
chiediti se ogni cosa ha un nome
una gemma serrata nell'attesa
una parola che radica la cosa
quando davanti agli occhi ti compare
e dici: ecco, questo è ciò che accade.
Il vento muove appena
i rami dell’ailanto
un bambino urla
nel suo gioco ribelle
ancora non si quieta
La notte sembra ferma
e nei palazzi di fronte
la luce delle scale
è sempre accesa
Gli alberi che ornano il parcheggio
preservano una grazia a poco prezzo
quanto basta per l’attesa
di una luna che sorge
per la cura sommessa
che sfiora le parole.
Robert Delauny, Fenêtres ouvertes simultanément 1re partie 3e motif, 1912,
Nella casa dimenticata
germinammo al buio
viticci le voci
risalivano la madre
eravamo non
eravamo
altro
immagine che non ha specchio
piega d'incompiuto.
I rami irraggiati
dall’albero spoglio
sono un sole in attesa
del diradarsi delle nuvole.
Appaiono sulla terra silente
costellazioni di bambini:
deve arrivare una fioritura.
Saranno fiori bianchi di mandorlo
sulla strada che mi portava a scuola.
Mi chiama il silenzio del vento
bianchi rami smossi
e scosse d’abbandono le foglie grigioverdi
un altrove messo a segno
da un vetro d’imposta.
Ogata Gekkō, Luna piena e fiori autunnali presso un ruscello, c.1895
Sono così lontana
vuota di nuovo e ancora
e tutto mi appare in bianco distacco
niente mi ha parlato di luce vera
luce che asseta
immateriale in bilicocome neve tra parole non dette.
info immagine: https://www.fineartsmag.com/gelida-e-candida-breve-storia-della-neve-in-pittura/
Niente che si adegui
a misura del dire
a fronte del giudizio.
E ti ritorna addosso
un tremito di viscere
uno spasmo senza tempo
solco scavo e magma
sapienza e conoscenza
di pelle primordiale
salamandra fusa e indenne
nella febbre dell’ira.
Jan Brueghel Il Vecchio - Allegoria del fuoco, 1608
info immagine: https://www.ambrosiana.it/opere/allegoria-del-fuoco
Come promesse bisbigliate
come fughe ridenti
si susseguono i profili dei colli
le balze delle crete
e poi negli angoli petrosi dei borghi
ognuno incontra il sé perduto
che chiede albergo a opere e visioni
paesaggi sublimati nei tramonti
alla cura e all’ampiezza del concetto
al seme al taglio al campo
agli archi alle volte alle colonne
alla sincronia dell’attimo
abbandonato all’eterno.
Foto scattata camminando in Val d'Orcia
petali e semi
nei refoli d'agosto
mancato addio
luce tremula
sui pampini verdi
cambio di vento
sfugge la presa
nella danza ridente
il podalirio