Dopo la corsa
cerchiamo i fiori
petali di lillà
per specchiare gli occhi
e i volti ridenti.
Il profumo dell’ora
nell’involto di carta
nell’annuncio del dono.
C’è sempre una quarta dimensione, è quella che si guadagna cambiando punto di vista, disponendosi all’ascolto, al dialogo, de-centrandosi e accettando l’avventura della de-stabilizzazione. Accedervi significa valicare frontiere e attraversare nuovi territori con mente, cuore ed esperienza. In questo blog si parla di poesia, letteratura, filosofia, arte: tutte le forme in cui l’essere umano esprime la capacità di simboleggiare l’esperienza, crearla e darle ulteriori significati.
Dopo la corsa
cerchiamo i fiori
petali di lillà
per specchiare gli occhi
e i volti ridenti.
Il profumo dell’ora
nell’involto di carta
nell’annuncio del dono.
come una coppa ornata con perizia
nel preciso alternarsi delle gemme
si apre composta la conca dei rami
in dimessa grazia verdeacerba.
I rami irraggiati
dall’albero spoglio
sono un sole in attesa
del diradarsi delle nuvole.
Appaiono sulla terra silente
costellazioni di bambini:
deve arrivare una fioritura.
Saranno fiori bianchi di mandorlo
sulla strada che mi portava a scuola.
Mi chiama il silenzio del vento
bianchi rami smossi
e scosse d’abbandono le foglie grigioverdi
un altrove messo a segno
da un vetro d’imposta.
Ogata Gekkō, Luna piena e fiori autunnali presso un ruscello, c.1895
Sono così lontana
vuota di nuovo e ancora
e tutto mi appare in bianco distacco
niente mi ha parlato di luce vera
luce che asseta
immateriale in bilicocome neve tra parole non dette.
info immagine: https://www.fineartsmag.com/gelida-e-candida-breve-storia-della-neve-in-pittura/
Niente che si adegui
a misura del dire
a fronte del giudizio.
E ti ritorna addosso
un tremito di viscere
uno spasmo senza tempo
solco scavo e magma
sapienza e conoscenza
di pelle primordiale
salamandra fusa e indenne
nella febbre dell’ira.
Jan Brueghel Il Vecchio - Allegoria del fuoco, 1608
info immagine: https://www.ambrosiana.it/opere/allegoria-del-fuoco
So che non dovrei
ridurmi al silenzio
al peccato che cancella
la parola e il volto
e per questo ogni giorno
indugio in riletture
colleziono dei testi
le parole che da chiare radici
danno linfa al respiro
le inspiro fino alla punta delle dita
fino a quando mi volto
con le chiavi alla porta
e poi vado e già so
che avranno un destino
di spina che punge
di rosa non colta.