domenica 9 marzo 2014

Letteratura e conoscenza

Der bestirnte Himmel über mir und das moralische Gesetzt in mir.
Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.
Immanuel Kant 

Una delle funzioni della letteratura è quella di far conoscere realtà che altrimenti non verremmo a scoprire, o su cui non ci soffermeremmo, presi come siamo dal procedere incalzante del quotidiano.
Di queste osservazioni che legano letteratura e impegno civile sono debitrice a Ottavio Olita autore di “Codice libellula - La verità negata” incontrato oggi al Pentatonic.Villaggio Cultura - Pentatonic
Uno degli autori citati da Olita come esempi di questa funzione è stato Dickens senza il quale non avremmo avuto idea di cosa abbia significato per il proletariato inglese vivere ai tempi della Rivoluzione Industriale, né a quali cambiamenti sociali, culturali e psicologici essa abbia portato. Non sarà difficile per ognuno di noi richiamare alla mente gli autori del suo universo letterario che hanno avuto o hanno questa funzione.  
In questo romanzo, dedicato al cosiddetto caso dell’Ustica sarda, Ottavio Olita narra di un fatto vero trasportandolo in un mondo fittizio, ma che mi è parso tenesse a presentare come immediatamente riconducibile al mondo reale attraverso la riconoscibilità di eventi, luoghi e personaggi: un affascinante gioco di rimandi per chi conosce la realtà dei luoghi e degli eventi e può farsi una idea di chi siano i personaggi. Negli altri lettori dovrebbe creare desiderio di conoscenza dell’accaduto, ma anche seduzione verso una letteratura dell’impegno in cui far confluire la propria identità etica. Avere una identità etica è un segno di differenza, di quel quid che manca a chi ne è sprovvisto. L’identità etica emerge in varie occasioni di indignazione che non mancano di suscitare un reazione che va dal biasimo all’impegno, ma raramente ci appropriamo di essa e la viviamo con consapevolezza come parte costitutiva di una identità umana completa. Ritagliare degli spazi per poterci riappropriare della nostra identità etica diventa una operazione necessaria  e uno di questi spazi è la letteratura, uno dei luoghi della conoscenza umanistica del mondo.

La copertina del libro


domenica 23 febbraio 2014

Tragitti


Ma spesso un cielo grigio
Resta attaccato addosso
E chiamerei liberazione
Lo sfaldarsi degli strati
E chiamerei libertà
L’esserne al di là
Ripeto i miei passi
Nei soliti tragitti 
di diverse strade
E continuo a passare
Davanti alle stesse case
Dentro agli stessi occhi
E non vorrei ricordi
Che non siano ali
Né un inarcarsi
Che non sia d’amore.

Marc Chagall - Wedding

Chet Baker - Once upon a summertime
sssss


domenica 16 febbraio 2014

Smarrita tra nuvole di silenzio


Smarrita tra nuvole di silenzio

Cerco il senso che resta paziente

Tra gesti uguali in cui non sento

Le stesse assonanze e distinguo

Distonie che attraverserei

Affidandomi a un trascorrere

Di  passi leggeri che conoscono

La strada che il dire delimita

E deviano rendendo le parole

Congiunte di sguardi e di respiri.



Frederic Lord Leighton: Il bagno di Psiche


mercoledì 5 febbraio 2014

Lo stato delle cose

Come foglie dolenti
cadono parole
affastellate in discorsi
su cui piove indifferenza
a volte smossi da folate
di un vento leggero
che non mischia e non sposta
le foglie marcite stanche
di attacchi convulsi
e di sterili grida.

E basterebbe un alito di fiato
per rimandarsi il senso
perché poi nel silenzio

accada un incontro.


Paul Klee - Angelus Novus


lunedì 27 gennaio 2014

Di haiku e doni

Ieri sono stata all’Istituto Giapponese di Cultura per la "Serata haiku".  È stato un evento bello e interessante in cui si respiravano sobrietà, disponibilità all’incontro tra culture e la proverbiale gentilezza giapponese che, nell’occasione, si è manifestata rispettosa ma senza fronzoli.  
So molto poco della cultura e del modo di vivere dei giapponesi, anche di quello che si portano dietro quando vivono da noi, sono andata incuriosita dal tema: le haiku.

Anche delle haiku non so molto e per questo chi volesse accedere ad informazioni introduttive può consultare wikipedia , chi, invece, non si accontenta   potrà dare uno sguardo al manifesto della poesia haiku in lingua italiana e magari da qui decidere di approfondire le sue conoscenze, o magari intraprendere suo percorso personale in questa forma di arte poetica.   

Chi mi segue in questo blog avrà visto che capita anche a me di scrivere haiku. In realtà non so se rispettino le regole di questa forma poetica e se possano quindi essere considerati haiku a tutti gli effetti, però è vero che mi capita di scrivere haiku:  si verifica, cioè,  il caso che concentrazione e contemplazione si uniscano alla concretezza delle sensazioni e  tutto si cristallizzi in tre versi che purificano il presente e lo trasformano nel dono di un’ haiku. Le haiku non hanno titolo, ma, tra quelle che ho scritto finora, una fa eccezione: "Presenza dell'angelo".  Più di altre considero questa haiku un dono passato per le mie mani. 

Opera di Keinen Imao (1845-1923)


giovedì 16 gennaio 2014

Almost blue

E dietro la svolta
Appare la strada
La solita strada
Che mi perde
Tra edifici di periferia
Troppo alti per essere visti
Troppo grigi per essere distinti
E incroci di sguardi residui
Di  tempo breve trascorso
Senza trovarsi


Edward Hopper - Sunlight in a Cafeteria