Avevo scritto i versi a seguire più di un anno fa, quando la
stanchezza era, da tempo, assidua e
incompresa compagna delle mie giornate. Ora, nei mutamenti che si sono
susseguiti negli ultimi anni – dapprima giorni, poi mesi e poi anni senza che
me ne avvedessi - spossatezza e
sfinimento si sono ricomposti in nuove forme della mia esperienza e hanno
aperto varchi profondi e inconsueti che corredano gli eventi di significati inattesi.
Sisifo.
Noi, Sisifo assorto in trasporti di pietre
meditiamo
dolore
e ritardiamo l’Incontro.
Spostiamo macerie
che franano sull’io
sulle membra
consunte,
sull’anima dissolta. Assorta
fatica s’attiene
al rovinare del tempo,
al diroccare del senso.
Noi, Sisifo assorto
meditiamo
dolore
stanchezza che plasma il senso,
surrogato di pensiero,
barricata all’Incontro.
Terracina, 26 agosto 2012
Bartolomeo Pinelli - Tormento di Sisifo all'Inferno